Dopo Repubblica, anche La Stampa ha avuto l’occasione di intervistare Rihanna alla conferenza stampa di New York organizzata per la promozione di “Home – A Casa”. Ecco l’intervista completa, buona lettura!

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Via LaStampa.it

Rihanna: “Quelle notti da sola a guardare film in tv”

È emersa nel 2005, con la canzone Pon de Replay. Era bella, Rihanna. Era sexy. Era esotica, sangue delle Barbados. E il suo hip-hop era elettrizzante, tanto che nel giro di un paio d’anni, con Jay-Z come mentore, era già a livello di Christina Aguilera e di Beyoncé. E un po’ riecheggiando il titolo del suo successo del 2008Good Girl Gone Bad, l’innocente ragazzina dei Caraibi si è ritrovata al centro di controversie e di scandali.

L’anno dopo, a un party pre-Grammy dove avrebbero dovuto esibirsi insieme, è stata assalita da Chris Brown, con tanto di foto di lei con gli occhi neri e incerottata che hanno fatto il giro del mondo. Dopo vari ritorni e nuovi abbandoni con Brown, la loro storia pare definitivamente finita.

 Ha piazzato 13 singoli al numero uno, come Michael Jackson. Ha 90 milioni di amici su Facebook. È diventata la prima testimone di colore di Dior ed è stata designata «icona della moda» dagli stilisti d’America. Ora esce Home, cartone animato della Dreamworks in cui dà la voce a Tip, una dodicenne che come lei viene dalle Barbados e in cui canta varie canzoni del film, che ruota attorno a lei.

Che cosa ha in comune con Tip?

«Tip è coraggiosa, determinata, indipendente. È una bambina ma per molti versi è anche adulta. Sa quello che vuole ma è molto vulnerabile. Mi ricorda molto me stessa, capisco i suoi difetti, le sue ambizioni, gli atteggiamenti. Ed è un esempio per altre donne».

In che senso?

«Perché è forte, coraggiosa. E con i suoi limiti».

E chi ispirato Lei?

«Mia mamma, mia nonna. Sono fortunata, sono cresciuta in una famiglia di donne forti».

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Come è cantare per un film?

«Molto diverso, perché devi assicurarti che ogni canzone, come testo e come musica, si adatti a una particolare scena. E devi mettere dentro molte emozioni».

Il suo personaggio viene dalle Barbados. Quanto contano le origini nella sua vita?

«Ci sono nata, ci ho passato i miei primi 16 anni, la mia famiglia è lì, quando posso ci torno. È tutto, è quella che sono oggi».

Pensava sarebbe arrivata dove è adesso, al top?

«Non mi piace la parola top, perché da lì si può solo scendere. Ma ero molto ambiziosa. Leggevo le riviste, guardavo i video e sognavo un giorno di cantare e che il mondo intero avrebbe ascoltato la mia voce. Oggi succede e sono felice. Mi piace poter essere creativa, nella musica, nel cinema, in qualunque cosa faccio».

Potrebbe esserci altro cinema?

«Mi piacerebbe, se avessi il tempo. Mi piacerebbe fare altri film d’animazione, e non solo».

Il titolo del film è «Home», casa. Che cosa è «casa» per lei?

«È il posto in cui ti senti sicuro, dove sei a tuo agio».

Che cosa fa quando è a casa?

«Guardo la tv, spesso sto alzata tardi la notte sul divano a vedere cartoni animati. Lo so, sono noiosa. Ma detto questo, amo viaggiare e conoscere altra gente e altri costumi. Sono molto curiosa del mondo».

Il suo personaggio soffre di solitudine. Lei?

«È strano. Faccio tour in giro per il mondo, ho centinaia di migliaia di persone che invocano il mio nome. Ma a volte mi sento molto sola».

Un giorno potrebbe diventare Rihanna DiCaprio…

«Non bisognerebbe credere ai blog e ai giornali di gossip».

Qual è il suo uomo ideale?

«Uno capace di tollerare i miei orari. Non ho molto tempo per le relazioni e con gli impegni che ho non sarebbe nemmeno corretto averne una».

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