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Rihanna intervistata da NME Magazine: traduzione in italiano

Rihanna è stata intervistata da NME Magazine, per il quale ha anche scattato delle nuove foto esclusive. Potete scaricare l’edizione digitale gratuita del giornale cliccando qui. Abbiamo tradotto in italiano l’intervista, buona lettura!

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Sul nuovo album:

“Non è ancora pronto! Non è pronto finché io non decido che deve esserlo, fino al momento finale. Ci sono tante canzoni che mi piacciono, e sono tutte molto diverse. È difficile metterle tutte insieme nello stesso album.”

L’album non ha ancora un titolo, anche se i fan lo chiamano per comodità “R8”.

“Qualunque cosa posti online, c’è sempre qualcuno che mi chiede ‘Dov’è R8?’. Non importa cosa voglio dire in quel post, ad alcuni non interessa nulla se non il mio nuovo album. Questo in realtà mi fa essere ancora più eccitata all’idea di pubblicarlo: voglio dare ai fans qualcosa di veramente bello.

Kanye West ha annunciato all’inizio del 2015 di essere il produttore esecutivo dell’ottavo album di Rihanna, che ha confermato il suo coinvolgimento nel progetto:

“Kanye voleva essere coinvolto nella creazione dell’album, quindi mi ha aiutato a farlo. Ora stiamo aspettando di tornare in studio insieme, cosa molto difficile visti i nostri impegni. Ma questo mese torneremo in studio, probabilmente.”

“È facile fare un album pieno di belle canzoni. Io voglio che il mio sia un viaggio, la successioni delle canzoni deve avere un senso.” Quando NME le fa notare quanto i primi tre singoli estratti (FourFiveSeconds, American Oxygen e Bitch Better Have My Money) siano diversi tra loro, Rihanna risponde “Forse un pochino” e scoppia a ridere. “Mi piace quello che mi piace, non ci posso fare niente, ed ognuna di queste canzoni ha una propria dimensione, lo si vede anche dai video. Volevo che ogni video portasse in un percorso, in un viaggio diverso.

Sul video di Bitch Better Have My Money:

“Volevo dare alle persone di più di quello che si aspettavano. Non le volevo scioccare, volevo creare un mini-film che tutti capissero. E la reazione della rete quando è uscito mi ha reso davvero felice.”

Parlando delle critiche anti-femministe che hanno attaccato il video della canzone Rihanna ha detto:

“Non avevo in mente nulla che avesse a che fare con questo. Alla fine del video è la donna a vincere, la bitch era l’uomo. Quindi sono confusa: le persone che mi hanno criticato non hanno capito il video, e questo non mi spaventa. Non era un video che aveva lo scopo di parlare del ruolo della donna: doveva semplicemente essere un’opera d’arte.”

Su Taylor Swift:

“Non credo che salirei mai sul palco di uno dei suoi concerti, non avrebbe alcun senso. Siamo due brand troppo diversi, che non vanno d’accordo e che si rivolgono ad audiences diversi. Nella mia mente Taylor è un modello da seguire, io no”.

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Sulla musica in generale:

“Non faccio musica per categorie di persone specifiche. Solo se la canzone mi piace, allora la faccio mia. Dovrò cantarla per tutta la vita, non posso rischiare che mi stufi. È come un tatuaggio permanente: se un giorno non ti piace più, puoi far finta di dimenticartene, ma nel profondo saprai sempre che è lì.  Io posso essere me stessa e dormire la notte, senza pressioni da parte di nessuno.”

Sul cambiamento da Good Girl a Bad Girl:

“Quando dovevamo scattare le foto per ‘Good Girl Gone Bad’ ho deciso di tagliarmi i capelli corti, per segnare un cambiamento. La mia etichetta non approvava, ma abbiamo fatto lo stesso le foto. Dovevo ribellarmi e fare come volevo, senza avere il permesso di nessuno. Non perché, ma infrango sempre le regole senza neanche volerlo. Credo che bisogna lasciare le persone libere di essere quello che sono e capire che quella è la loro versione migliore.

Su Rated R:

“Quando ho fatto ascoltare l’album a LA Reid la prima volta mi ha detto ‘Non ti mentirò, questo album mi spaventa’, ma ha anche aggiunto ‘Lo devi fare’. Mi sentiva sanguinare attraverso la musica. Era un periodo della mia vita in cui mi sentivo nuda e vulnerabile. Sentivo che il mondo mi guardava, i riflettori erano puntati tutti su di me. Ero confusa  e sapevo di non poter fare un album felice, non sarebbe stata la verità. Pensavo che non sarei mai più stata felice, e invece ora lo sono”.

I riflettori non sembrano però essersi mai più abbassati:

“Ci devo convivere. Tutte le volte che ci sono i paparazzi ad aspettarmi fuori da un edificio, vado in ansia. Non sono insensibile a questa cosa, non mi ci abituerò mai, ma onestamente non mi sorprende più. Mi disturba, ma ci sono cose peggiori: alla fine stanno solo scattando foto… Di ogni mia singola mossa. E non ho modo di liberarmene, se non iniziare a fare schifo nel mio lavoro.”

“Mi piace anche passare tempo da sola a pensare, un momento di tranquillità e silenzio per organizzare i miei pensieri. Mi piace stare da sola, forse anche troppo…”

Su Londra:

“Mi piacerebbe vivere a Londra il prossimo anno, vorrei provare. Finché non ho figli, sono libera di vivere dove voglio. Lo voglio fare”.

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