“The Rihanna Effect” traduzione in italiano dell’intervista di Rihanna per Vogue US

Abbiamo tradotto in italiano l’intervista a Rihanna contenuta nell’ultimo numero di Vogue US. Nell’intervista Rihanna parla di moda, del suo stile personale, dei suoi fans, della sua vita frenetica, di Instagram e molto altro.

Ringraziamo il nostro team di fantastici traduttori Benedetta, Nicolas e Stella per averci aiutato ancora una volta con questo articolo!

Con il suo atteggiamento scoppiettante e provocatorio,Rihanna è diventata la nuova ed eccitante musa della moda. Come ci si sente a farsi vestire da lei stessa per un giorno? Ce lo dice Plum Sykes. In un invernale pomeriggio di Dicembre, il negozio di Alexander Wang a SoHo è momentaneamente chiuso, non sono ammessi clienti. Un bodyguard tiene tutto sott’occhio come se fosse un personaggio di Homeland. Il suo sguardo si espande sospettosamente da Wang, che indossa una maglia nera ed è seduto accanto a me su un divano di pelle nera pieno di cuscini di visone, fino alla lussureggiante amaca fatta di pelliccia di volpe,appesa nel mezzo del negozio. I suoi occhi diventano stretti mentre scruta la vetrina,accanto all’orsacchiotto nero alto due metri. “Devo sapere dov’è l’ospedale più vicino” sussurra. Fortunatamente viene subito comunicato che ce n’è uno nelle vicinanze. Il bodyguard sembra quasi essere ingobbito da uno zaino che ha un aspetto a dir poco pesante. “Posso prendere la sua borsa?” si offre gentilmente la commessa. “No, grazie” dice. “Preferisco tenerla. Ho dentro tutto quello di cui lei ha bisogno.” Lei, SHE, lo sapevo, lo sapevamo tutti, perchè la stavamo aspettando da cinque minuti abbondanti, è Rihanna. Chiunque lavori per la cantante/megastar, ho scoperto successivamente, si riferisce a Rihanna con l’appellativo “SHE”, “lei”, un po’ come i vicari si riferiscono a Dio con “Lui”. E la riverenza le sta a pennello,almeno oggi,visto che le è stato appena detto che ha tanti singoli numero uno nelle classifiche (13) quanti Michael Jackson nella Billboard Hot 100. A Jackson ci sono voluti 23 anni. A Rihanna 7. Ha venduto 50 milioni di dischi e 180 milioni di singoli e ha vinto sei Grammys.

Abbastanza straordinario per un maschiacchio di Barbados che risponde al nome di Robyn Rihanna Fenty e che non ha mai preso lezioni di canto. Rihanna è un successo assicurato per i suoi fans e per i designers. La sua “influenza” era ovunque nelle collezioni primaverili. Peter Dundas per Pucci ha mostrato sulle passerelle shorts di cuoio indossati con giacche gioiello,e adornato gli abiti della sua collezione con dei rifinimenti di perline nere. Olivier Rousteing di Balmain, di cui Rihanna è testimonial della campagna primaverile, ha mostrato alla sua sfilata un completo “guardaroba alla Rihanna”: giacche da baseball indossate con top trasparenti e pantaloni skinny pied de poule; mini abiti in denim anni ottanta stretti in vita. I mini abiti ingioiellati di Tom Ford e i suoi sandali da gladiatore urlavano “Rihanna!” forte e chiaro. Ecco quello che i designers hanno da dire su di lei. “Non c’è nessun altro che mi stimola di più”,dice Alexander Wang sorseggiando un caffè freddo. “E’ “cruda”, è intelligente, è tutto ciò di cui la cultura pop ha bisogno per andare avanti” Mr. Ford dichiara dal suo studio di Londra: “Può giocare con degli abbinamenti che su altre persone risulterebbero ridicoli,mentre su di lei sembrano fantastici. Nel mondo della moda ha spinto a mixare capi di stili diversi ed osare”.

Peter Dundas,che si sposta in treno tra gli uffici Pucci a Milano e Firenze,dice:”Ha un vero talento nello scegliere i suoi look,come se fosse la nuova Kate Moss. E’ una versione amplificata di ciò a cui un sacco di ragazze aspirano, ma lei è sempre un passo avanti”.

“L’email che le ho inviato chiedendole di essere la testimonial della mia campagna diceva:”Balmainriri”, dice Olivier Rousteing sulla linea di Parigi (un ovvio riferimento a Badgalriri,l’account di Instagram di Rihanna,che ha undici milioni followers,mentre il suo account Twitter ne ha 34 milioni). Olivier mi dice che Rihanna è la sua musa. “Il mio obiettivo è… La amo!” Dice entusiasta con un goffo accento inglese. “Amo il mio marchio! Amo i miei vestiti! E li voglio ovunque! E Rihanna è ovunque! Entrambi amiamo i social media, amiamo messaggiare! Lei è la nuova Wonder Woman!”.

Quindi,il motivo del mio esser qui nel negozio Alexander Wang in attesa di RiRi, come è spesso soprannominata, è che io e tutti a Vogue pensiamo che i suoi gusti siano così freschi e moderni che vogliamo sapere come imitarli. Se è possibile immaginarlo, sappiate che Rihanna ha accettato di vestirmi. Stava per avverarsi una favola dal gusto fashion,la cantante più cool del mondo stava per soffiare un po’ di polvere di stelle su questa madre lavoratrice inglese.

Non abbiamo dovuto aspettare a lungo. Contrariamente alla sua reputazione, Rihanna arriva piuttosto in orario. Intravedo una ragazza scivolare attraverso la porta del negozio,seguita da un mini entourage composto dalla sua assistente,un’amica e due autisti. “Ciaoooo!!!” dice allegramente Rihanna ad Alexander mentre lo abbraccia. “Heyyyyy!”,dice,accarezzandomi. L’atmosfera nel negozio passa da Homeland a Cheers nel giro di 30 secondi. Lasciatemi descrivere Rihanna. Le chiedo di stare indietro così posso “studiarla”,lei esegue giocosamente mettendosi a pochi passi di distanza,le mani affondate nelle tasche ed un grande sorriso .La sua risata,una combinazione ridicolmente contagiosa di una ninnananna e di campanellini tintinnanti,è l’accompagnamento di fondo. Tutto è divertente per Rihanna.

Ma torniamo al suo look: Rihanna ha una corporatura sottile,come una ballerina. Il suo viso è angelico. Ha un adorabile nasino; labbra carnose che sembrano quasi disegnare la forma di un grande fiocco, dipinte di un rosso vamp. La sua pelle perfetta risplende di salute. I suoi chiari occhi caramello sono contornati da un tratto di matita nera che le dona uno sguardo a dir poco felino. “Mi trucco da sola”, spiega. Io penso: “Potresti truccare anche me?” “Jen,dammi il mio eyeliner MAC” chiede alla sua assistente personale che sfreccia dritta al negozio MAC dietro l’angolo.

I lunghi ed ondulati capelli neri di Rihanna sono rasati su un lato della testa. “Non sono i miei capelli, ma la ragazza che li ha donati, lei è una bomba!”, dice Rihanna. “Le ragazze di colore non lo fanno mai vedere a nessuno”, aggiunge, tirando da una parte le clips nella parte posteriore della sua testa per farmi vedere i meccanismi intricati dei capelli finti, che si intrecciano in una “rete” collegata ai suoi. “Ho due persone con cui lavoro che si occupano principalmente dei miei capelli. Sono sempre con me. Mi basta dire “Mi annoio! Voglio cambiare i miei capelli!” e li cambiamo. Questa è la cosa buona di una “weave”, ci si può fare tutto quello che vuoi”.

Direi che Rihanna è alta circa un metro e settanta,ma indossa degli stivaletti a punta con tacco 12 di Saint Laurent in camoscio nero con dei lacci di cuoio avvolti intorno alle caviglie.”Posso ballarci”, dice. “Non si tratta di dolore .E’ questione d’impegno. Mi dico “Voglio avere questo aspetto,mi preoccuperò del dolore più tardi. Ho passato notti in cui sono dovuta tornare in punta di piedi a casa per via del dolore tremendo che avevo!”.

Indossa una specie di completo in denim, o meglio, una versione “Rihanna” di questo completo. Prodotto dalla designer Jen Kao, l’abito consiste in pantaloni di denim scuro a vita alta e in abbinamento una camicia lasciata sbottonata che arriva all’altezza delle ginocchia. Sotto indossa una maglia nera a collo alto e una grande catena d’oro. Porta degli orecchini a cerchio. Ha un braccialetto d’oro a forma di serpente attorno al braccio. Anelli e tatuaggi “stile hennè” si combinano giocosamente sulle sue mani. “I miei gioielli sono tutti finti, li prendo da Claire’s. O li prendo dalla boutique di mia madre a Barbados. Il suo negozio si chiama FAB – U – LUS.” (Mi piace il fatto che Rihanna, la quale, secondo Forbes, l’anno scorso ha guadagnato 43 milioni dollari, indossi della bigiotteria).  Rihanna sembra brillante e così originale. “Rihanna”, le dico, “Mi sento triste, sciatta. Mi sento troppo mamma e fuori moda”, e l’intensità di questi sentimenti aumenta con ogni secondo che passo con lei.

Lei mi scruta per alcuni secondi, fissando i miei banali jeans skinny, l’anonimo top in raso e gli stivali datati che arrivano al ginocchio. Dice: “Non vorrei mai vestire qualcuno esattamente come me. Voglio solo che tu sia te stessa, giusto con un “pizzico di Rihanna”. Ragazza! Hai bisogno di essere rimodernata!”. Si lascia andare all’improvviso e si sente il suo accento di Barbados. La maggior parte del tempo parla con la dizione perfetta di una ragazza trasportata in Connecticut a sedici anni come è accaduto dopo aver fatto un provino per il produttore discografico Evan Rogers. Quando è eccitata o in compagnia  dei suoi amici di vecchia data, il suo accento viene fuori.

Rihanna entra nel suo ruolo di stylist con una verve inarrestabile. “Boom! Giacca oversize!”, dice, afferrando la giacca da uomo in pelle nera da un appendino, mostrandomela. Sembra enorme. “Non è troppo grande?”, le chiedo. “E’ feroce. E’ una pelle meravigliosa. Più di qualsiasi altra cosa, mi piacciono le giacche. Si può fare qualsiasi cosa con una giacca grande, più grande è meglio è. Ti dà un tono. Sopra un abito, lo fa sembrare ancora più bello”. Suona quasi autoritaria. Potrei davvero imparare qualcosa da lei di moda. “Amo i vestiti larghi. Indosso abiti da uomo,scarpe da uomo,stringate, creepers.” La giacca da uomo,mi dice,è la spina dorsale del suo guardaroba. Nonostante ricordi che per la festa del suo quinto compleanno a Barbados, sua mamma Monica (che all’epoca vestiva come una giovane Diana Ross) le fece indossare un vestito a fiori rosso con una sottoveste di tulle e piccoli mocassini bianchi con nappine sulla punta. Gli sforzi di sua madre nel volerla far vestire da “brava bambina” non ebbero vita lunga. Rihanna scelse la sua strada sin da piccola, sia dal punto di vista musicale che stilistico. “Da piccola cantavo molto, mi allenavo per riuscire a maneggiare meglio la mia voce. Amo cantare, davvero, e non lo sento come un obbligo o un pesante lavoro di routine. Non ho mai voluto essere famosa, volevo solo che la mia musica venisse ascoltata in tutto il mondo. Poi è accaduto ed è arrivata la fama. Non riesco ancora ad abituarmi a tutto ciò.”

É durante la sua adolescenza che Rihanna ha iniziato a sperimentare i vestiti da uomo. “Quando avevo tredici o quattordici anni, non vestivo come mi diceva mia madre. Sia il mio stile che il mio atteggiamento erano da ragazzo. Avevo solamente amici maschi. Amavo tutto quello che solitamente facevano e amavo vestirmi in maniera semplice proprio come loro. Mi piaceva indossare cappelli, sciarpe e snapback. Era il mio modo di ribellarmi. Volevo vestirmi come mio fratello. Dopo poco tempo era diventato più semplice anche per mia madre vestirci entrambi nello stesso modo. Indossavamo gli stessi jeans e le stesse magliette”. Questa vena ribelle di certo non l’ha abbandonata. Rihanna ha conquistato i titoli dei tabloid per l’uso di droghe e tutto ciò che riguardava il rapporto con il suo ragazzo. “Non esco fuori dagli schemi per essere definita una ribelle o per dare quell’impressione, ma molte delle decisioni che ho preso e molte delle strade che voglio ancora intraprendere, vanno contro il buon senso, o contro i paletti che la società ci mette davanti, e delle volte sono consapevole di tutto ciò. Può sembrare che non segua le norme prestabilite ma a dire la verità non mi interessa.”

Dico a Rihanna che molto spesso ho avuto la voglia di provare dei capi da uomo entrando nei negozi di abbigliamento ma che non ho mai avuto il coraggio di chiedere di provarne uno.

“Non sarai mai alla moda se hai paura di rischiare”, mi rimprovera. È piuttosto autoritaria per essere una ragazza di soli 26 anni. Ma se riuscissi ad assomigliarle credo che non importerebbe questo dettaglio. “Se tu entrassi in un negozio per uomini e decidessi di provare qualche capo da uomo la prima cosa che penserebbero guardandoti è che sei una cattiva ragazza”, mi dice. Essere una “cattiva ragazza” nel mondo di Rihanna è una cosa positiva.

Prende quattro o cinque capi tra giacche e cappotti da uomo per farmeli provare, sono enormi con cappucci o colletti giganti. Poi tira fuori una delle sue combinazioni classiche—tuta grigia, una maglia nera di seta e un bomber rosa satinato. Questo è il look alla Rihanna che voglio sfoggiare più di ogni altra cosa. Ogni volta che vedo una foto di Rihanna in tuta è sempre cool e sembra sempre essere comoda—questa è la mia idea di paradiso.

Facciamo capolinea al camerino. Il commesso riappare con un sacchetto pieno di trucchi per il viso e Rihanna inizia a truccarmi gli occhi dopo avermi fatta accomodare su uno sgabello. “Non l’ho mai fatto su nessuno prima d’ora” mi confida mentre continua a truccarmi. Nel frattempo una persona dello staff irrompe dicendo che un momento del genere doveva essere registrato per i posteri—che nel mondo di Rihanna significa uno dei futuri post su Instagram—ed inizia a filmare la sessione di make-up con un iPhone.

Ero convinta che la storia della tuta si sarebbe rivelata un successo, che sarebbe stato così facile, esteticamente e mentalmente. Che sarebbe diventata la mia nuova uniforme. Infilata la tuta grigia Rihanna mi arrotola la parte finale per farla sembrare più corta. Aggiungo la maglia di seta, il bomber ed un paio di massicce scarpe con tacco che ha scelto Alexander. Mi sento bene. Mentre mi cambio, Rihanna mi parla di come ha maturato questo suo caratteristico look.

“È iniziato tutto durante le prove delle varie coreografie,” mi spiega. “Quando sei in tour prima provi le mosse vestendo con tute e sneakers e poi con i tacchi che indosserai la notte del concerto. Ed ho realizzato che era veramente fantastico! Ho un’amica che conoscendo la mia ossessione per le magliette è letteralmente alla ricerca costante di magliette particolari per me.”

Sono uscita dal camerino mi sono guardata allo specchio. Oh, Dio.  “Sono vestita come se stessi andando in palestra e non sto parlando in positivo,” dico.  “Si, è terribile” dice Rihanna. Il mini-staff annuisce come fosse un coro greco. Certamente cercare di sembrare come Rihanna si sta dimostrando più difficile di quello che pensassi.

Adesso tiene contro di me una sopravveste nera lavorata a sbalzo che rimanda alla pelle di coccodrillo, che riesce a smorzare il mio colorito. “No, sembri troppo slavata,” dice, poi lo prova su se stessa. La sua pelle color caramello è raggiante in confronto a quella tagliente della veste ed è favolosa sopra il suo body attillato. Il body è chiaramente l’idea che Rihanna ha di indumento moderno. Che cosa le ha dato questa idea? “Stavo lavorando a Good Girl Gone Bad”—il suo terzo studio album—”e nel video di “Umbrella” ho indossato molti body. Ho deciso di indossarli anche in tour e poi li ho aggiunti recentemente anche alla collezione River Island”—un marchio britannico per il quale ha creato quattro collezioni. “Mi piacciono le maglie aderenti che non escono dai pantaloni.”

Sentendomi leggermente demoralizzata dall’intero esperimento di Rihanna su di me, mi sono rimessa i miei vestiti. Ma Rihanna non ha intenzione di arrendersi. Vuole che indossi un intero look Alexander Wang in coordinato. Cappotto dopo cappotto ne trovo finalmente uno lungo fino alle ginocchia di camoscio con un enorme cappuccio high-tech di cotone lucente aggiunto. È meraviglioso. Mi guardo allo specchio.

“Lo adoro”, ansimo. Non mi piace sembrare una persona che si mette in mostra, ma sembro veramente interessante in quel cappotto. Se fosse stato per me non lo avrei mai scelto. É stata un’idea di Rihanna e ha funzionato. L’androgina silhouette maschile con i miei skinny jeans e i miei stivali sembra attraente e cool.

“Se io ti vedessi camminare per Starbucks vestita così, ti sposerei!” grida Rihanna. Quando ho chiesto cosa intendesse di preciso un insieme di risate si è alzato dal gruppo del suo staff.  “Esci dal negozio con quello!” mi dice Alexander, elettrizzato dal fatto che finalmente abbiamo trovato un look che funzioni.

Sono uscita dal negozio come se fossi mercurio—Alexander non ha avuto neanche un momento per cambiare idea sulla sua affermazione. Adesso Rihanna vuole portarmi nel negozio dei quartieri alti di Tom Ford per un party look. Le dico che devo andare all’apertura di una galleria d’arte a Chelsea seguita da una festa di Natale al gruppo Estée Lauder a casa del presidente John Demsey. Voglio apparire diversa. Sono stufa di indossare sempre i soliti vestiti ai party. Non mi sembrano più adatti.

“Voglio che tu sia elegante,” dichiara Rihanna in una delle stanze private nel negozio di Tom Ford. “Prova queste,” ordina togliendo delle alte stiletto nere da uno scaffale e porgendomele. Lo faccio e subito i miei comunissimi skinny jeans diventano fantastici. “Ora queste!” Dice, lanciandomi un paio di sandali di coccodrillo blu-cobalto con tacchi altissimi. “Vestirai queste con un paio di jeans e un cappotto da uomo.

“Ecco cosa vuole un uomo,” continua Rihanna. “Quando lo senti come il tuo stile e ti senti a tuo agio con te stessa allora sarai credibile. Vuoi dimostrare chi sei veramente attraverso i tuoi vestiti, non vuoi essere solo una persona che indossa abiti cool… Potresti vestirti così per un appuntamento.” (A beneficio dei lettori single—sono stata sposata per sette anni).

Poi Rihanna mi fa soffrire, facendomi provare all’infinito vestiti trasparenti. Mi ha fatto indossare un top frangiato scarlatto e una gonna dritta di raso rossa. Lei la adora. Penso di essere pronta per X Factor. C’è il gelo là fuori, e sta arrivando una tempesta. Ho bisogno di coprirmi. Dopo ci siamo messe un paio di pantaloni neri a sigaretta e una leggera maglia nera di cachemere sulle spalle. Fa un ampio risvolto sulla mia manica sinistra e mi mette due collane di oro spesse circa 5 cm con catene decorate con pelle di coccodrillo intorno al mio collo, ponendole dentro la maglia per premura. Ben informata sulla scarpa, non ha pietà – Io sono una da un paio di sandali a strisce da gladiatore con l’occhiello nero e dorato e tacchi dorati alti 10 cm. Ho dato un’occhiata allo specchio. Il look è identico a quello di Paloma Picasso nel 1986 circa. E’ incredibilmente chic. Non m’interessa che le mie dita dei piedi saranno congelate entro pochi secondi.

Rihanna mette una voluminosa mantellina nera con enormi cerniere a coprire l’outfit per il freddo. La mantellina aggiunge un lato drammatico. Questo è un grande look per un cocktail party. Discutiamo poi di sottovesti – Rihanna indossa sempre la biancheria? Ho chiesto a lei (non la indossa sotto il suo body, che è scollatissimo dietro). “Se sto indossando un top, non metto il reggiseno,” dice. “Se sto indossando il reggiseno, tengo solo il reggiseno”. Abbandoniamo lo store di Tom Ford tra lo scroscio delle risate del vario personale che sta partecipando alla missione.

La nostra ultima fermata è col designer Adam Selman, 31 anni, che ha creato più di 50 costumi per Rihanna e – prova del suo talento l’occhio di Rihanna e l’energia che c’è tra loro – ha esposto la sua prima collezione lo scorso settembre. Io viaggio in macchina verso il centro con Jen, che mi confida che lei è reperibile 24 ore al giorno per Rihanna. Rihanna adora Jen, a tal punto da dirle che se avesse un figlio, costruirebbe una culletta per il bambino sul suo tour bus.

All’apice di una ripida salita, su una scala trasandata sulla ventinovesima strada, Adam, che è vestito con jeans e felpa, dice, “La prima cosa che io abbia mai fatto per lei è stato un vestito per uno dei suoi video. Lo hai visto per davvero due secondi”. La sua collezione comprende pantaloni del pigiama inn satin, trasandati vestiti a sottoveste con spalline sottili, e mini reggiseni in contrasto con lunghe mutande stile anni ’40. Rihanna entra ora con un favolosoo visone lasciato al suo completo in denim. “L’ho preso in uno store vintage in Texas,” dice. Ha una fodera di seta lavorata con le iniziali dello stilista ricamate all’interno. Questo sembra il tipo di giacca che uno dei Social X-Rays di Tom Wolfe avrebbe voluto indossare per andare a fare shopping da Bergdorf.

Rihanna comincia a prendere vestiti dallo scaffale per me. “Rihanna,” dico. “Non posso più provare vestiti. Non posso proprio”.

“Adesso sai come mi sento”, risponde lei.

Piuttosto discutiamo sul fenomeno Instagram. “Cosa significa,” le chiedo, “avere undici milioni di follower?”

“Instagram è il mio modo di comunicare col mondo,” dice. “Quando sono in tour tengo i miei fan sempre aggiornati. Non ci penso molto, davvero. Io posso veramente essere seduta in una macchina ed essere annoiata, così faccio un selfie solo per questo motivo. O se il mio cane sta correndo in tondo, e penso che sia divertente, lo pubblico su Instagram”. Rihanna chi segue su Instagram? “Io seguo ragazze del Middle East. Ti dà spunti”.

Ormai si è fatto tardi. Rihanna deve sistemarsi i capelli e io devo andare ad alcune feste. Ma Rihanna ha bisogno di mangiare, così si reca Da Silvano per uno spuntino. Ci sediamo, noi più ill silenzioso entourage, ad un tavolo in fondo, mentre il cibo appare magicamente per lei, senza che nessuno avesse ordinato. Rihanna viene qui da quando si è trasferita a New York. Fa una scorpacciata di calamari e chiacchiera su ciò che sta succedendo nella sua vita. Si è appena trasferita a New York a tempo pieno, lasciandosi alle spalle Los Angeles “completamente”, e ha preso un appartamento in centro. “Mi devo ridimensionare. Voglio un armadio più piccolo. Lo voglio più semplice. Voglio prendere soltanto ciò che è importante”. Sembra in grado di camminare per le strade di Manhattan, sebbene una volta stava andando da un nightclun verso casa, rendendosi conto di essere seguita da un poliziotto. Egli non poteva credere che volesse solo fare una passeggiata. (Aveva mandato più avanti la sua guardia del corpo con la macchina). “Quando sono in tour, se esco dall’albergo per andare da Starbucks, migliaia di fan vogliono correre lì con me. E’ troppo. E questo è il motivo per cui durante il tour non faccio molto. Mi nascondo solo nel mio hotel”.

Vuole lanciare presto un marchio di moda. Pensa che la moda sia gran parte del suo successo. “La mia voce non è tutto. Ci sono persone con molto più talento di me quando si tratta di canto. Grandi voci. Ma la gente vuole sapere chi sei. La moda è un chiaro segno, un modo di esprimere il tuo atteggiamento, il tuo stato d’animo”. Ha un’associazione per la carità al fine di aiutare i bambini, e l’ha chiamata The Clara Lionel Foundation, i nomi dei suoi nonni insieme. “Ho una solida connessione con Dio, credo in Gesù e gli resto fedele”. Detto questo, Rihanna non è una suora. Minuti dopo mi parla della sua più recente T-shirt preferita, su cui c’è una foto seminuda. “Vuoi ascoltare qualcosa di buffo?” mi chiede. “Ho scoperto solo ieri che quella nella foto ero io! E’ una vecchia foto senza veli di cui hanno fatto una gigantografia e l’hanno messa…” Muore dalle risate, incapace di terminare la storia.

Guardo l’orologio. Sono le nove! Sono mancata ad entrambi i party. Lascio Rihanna, che sembra bloccata Da Silvano, l’appuntamento per i suoi capelli è saltato. Io mi fiondo al mio hotel, scivolo nell’outfit di Tom Ford e devio verso un ristorante del centro per cenare con vecchi amici. Mi sento cambiata: una nuova me, migliore. I miei piedi sono come due ghiaccioli, ma ne vale la pena. Sono stata Ririzzata. “Sembri assolutamente un’Intellettuale della Moda,” dice uno dei miei amici quella sera. Mia sorella si burla delle enormi cerniere che stanno sul mantello e dice, “Sembri Michael Jackson, in senso buono”.

Di prima mattina lascio l’hotel vestita con la nuova giacca di Alexander Wang, pantaloni neri di velluto, biker boots neri e un dolcevita nero. Ho con me un’ampia tracolla verde di pelle di coccodrillo lucida e orecchini di oro a cerchio. Sto cercando di contattare Rihanna per il volo di ritorno a Londra. Decido di prendere un caffè. Sorprendentemente qualcuno mi fotografa mentre sono per strada. Forse questa cosa di Rihanna funziona davvero. Pochi minuti dopo, sono in macchina correndo verso l’aeroporto e il conducente mi chiede, “Sei una dottoressa?”

“No”, dico.

“Sembri una dottoressa. Sei entrata in macchina e ho pensato, sembra una dottoressa”

“Non sono una dottoressa”

“Oh, sei una dentista”.

Alla fine ho detto all’autista che lavoro nel campo della moda, prima. E ora posso aggiungere, “E adesso sono vestita come Rihanna”, lui dice, “Ti vesti come una dentista”.

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