L’Università di Harvard ha eletto Rihanna Filantropa dell’Anno

Martedì 28 febbraio 2017 la prestigiosa Università di Harvard ha consegnato a Rihanna il premio di Filantropa dell’Anno per celebrare il suo impegno nella beneficenza con la Clara Lionel Foundation. Le opere caritatevoli dell’associazione fondata da Rihanna sono numerose: il Centro di Oncologia Nucleare all’ospedale Queen Elizabeth di Barbados e il programma di educazione globale solo per citarne alcuni.

Il discorso di ringraziamento di Rihanna

“Quindi… Sono arrivata fino ad Harvard! Non avrei mai pensato di dirlo in tutta la mia vita! Ma è bello! Grazie al Dr. Counter, alla Fondazione Harvard e all’Università per questo grande onore.
È con grande umiltà che sono qui oggi ad accettare questo prestigioso premio per qualcosa che non ho mai voluto mi venisse pubblicamente riconosciuta.

Ricordo che quando avevo sei anni guardavo quelle pubblicità in televisione che ti spronavano a “salvare la vita di un bambino in africa con soli 25 centesimi”. E quando le vedevo, mi chiedevo sempre: “quanti 25 centesimi posso risparmiare per salvare tanti bambini in Africa?”. Ero solo una bambina quando mi sono ripromessa che da grande e ricca avrei salvato bambini in tutto il mondo. Non avrei mai immaginato, però, di poterlo fare già da adolescente.
All’età di 17 anni ho iniziato la mia carriera in America e a 18 ho fondato la mia prima associazione di beneficenza. Negli anni successivi ho collaborato con altre organizzazioni, ho aiutato molte persone, e, purtroppo, ne ho perse altre. Come la mia amica di 6 anni Jasmina Anema, che nel 2010 è morta di leucemia: la sua storia ha ispirato migliaia di volontari che sono diventati donatori di midollo osseo.
Più tardi, nel 2012, ho perso mia nonna, Clara Brathwaite, che a sua volta ha perso la sua battaglia contro il cancro.

La perdita di mia nonna mi ha dato la spinta per fondare la Clara Lione Foundation. Siamo tutti umani e tutto quello che vogliamo è un’opportunità: nella vita, nell’educazione, nel futuro. La missione della CLF è quella di aiutare più vite possibili, ma anche noi abbiamo cominciato da una. Solo una.

Stando in questa bellissima stanza, vedo ottimismo, speranza, futuro. So che che ognuno di voi ha la possibilità di aiutare altre persone. Tutto quello che dovete fare è aiutarne una senza aspettarvi nulla in cambio. Per me questo significa essere filantropi.
La gente la fa sembrare troppo difficile. La verità è un’altra, e voglio che quella bambina che guardava le pubblicità in tv la sappia: non devi essere ricco per essere un filantropo. Non devi essere ricco per aiutare qualcuno. Non devi essere famoso. Non devi nemmeno avere una laurea… In realtà vorrei averne una, specialmente oggi, ma forse sono ancora in tempo!
Questa persona vive nel tuo quartiere, si trova di fianco a te, sta nella tua classe e tu devi fare quello che puoi per esserle d’aiuto. E oggi voglio sfidare tutti voi ad impegnarvi ad aiutare un’altra persona: una organizzazione, una situazione che vi è vicina al cuore.

Mia nonna diceva sempre: “se hai un dollaro, hai molto da condividere”.
Grazie signori e signore, sono molto onorata.”

“So… I made it to Harvard”

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